Segnalo l’uscita del volume “I Nuovi Media e il Web 2.0“, un testo a metà tra un saggio e un manuale universitario che ho avuto il piacere di realizzare insieme a Paolo Ferri e Francesca Scenini. Il percorso di ricerca si concentra sulle trasformazioni della comunicazione, della formazione e dell’economia nella società digitale. Una fotografia trasversale all’interno di quella che Manuel Castells è solito definire network society.
Di seguito una breve preview tratta dalla quarta di copertina:
Tra il 1992 il 1993, quando Tim Berners Lee e il suo gruppo di lavoro al CERN di Ginevra «inventarono» Internet come lo conosciamo oggi, pochi avrebbero pensato che questo sistema digitale di trasmissione dei dati avrebbe radicalmente cambiato la nostra società. Oggi questo nuovo mondo digitale è diventato una realtà quotidiana per tutti noi. Più di un miliardo e mezzo di persone praticano tutti i giorni la rivoluzione del social networking e del web 2.0. Milioni di individui plasmano e re-inventano continuamente queste tecnologie attraverso Facebook, You Tube e i blog.Il fenomeno è insieme globale e locale. Globale perché non esisterebbe la globalizzazione economica e sociale se i nuovi media non avessero steso intorno al mondo questo sistema nervoso telematico. Locale perché ogni «cittadino digitale» crea tutti i giorni la sua personale identità e socialità on-line. Il volume ha una duplice natura: è un saggio, perché fornisce una chiave interpretativa e di analisi sul tema dell’impatto del web 2.0 e del social networking sulle nostre pratiche comunicative, sociali e professionali; è un manuale poiché presenta le nozioni fondamentali delle Teorie e tecniche dei nuovi media e delle Tecnologie didattiche. Una «seconda rivoluzione digitale», quella dei social network e del web 2.0, ancora tutta da scoprire.
Qui, invece, l’introduzione del volume consultabile e scaricabile gratuitamente.
Gli autori:
Paolo Ferri è professore associato presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Milano Bicocca, dove insegna Teoria e tecniche dei nuovi media e Tecnologie didattiche e dirige l’Osservatorio Nuovi Media e il Laboratorio Informatico di Sperimentazione Pedagogica (lisp).
Stefano Mizzella e Francesca Scenini sono membri dell’Osservatorio Nuovi Media del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione «Riccardo Massa» e dottorandi presso il Programma di Dottorato e Ricerca Avanzata Tecnologie per la comunicazione e l’informazione applicate alla società della conoscenza e ai processi educativi, Progetto Qua_si dell’Università Milano Bicocca.

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Sono convinto che dopo la crisi, rivolgersi al pensiero di grandissimi sistematizzatori come Manuel Castells sia proprio dello zeitgeist. Anima Mundi di questo tempo è la ricerca di senso, il sense making anglosassone che procede dalla caduta delle ideologie del mercato e del comunismo sovietico. Tornano libere idee che la dinamica dello scontro ideologico confinò nell’impossibilità dell’adozione condivisa. Chi sostiene l’ipotesi di un Macroshift di salvazione dell’umanità, catartica via in gradi di evitarci l’imbarbarimento non può non vedere una sorta di teleonomia nelle strutture della rete globale e dei processi di avvicinamento interculturale. Tra questi la propganda di una nuova Religio Ecologica, la cui corretta ratio propone la Terra/Gaia e il suo ecosistema il massimo comun denominatore sul quale costruire un ‘etica condivisa da tutte le etnie e che superi il fallimento storico delle ideologie religiose o meno. Da qui film come Avatar, la politica di Gore e l’importanza del recupero di un umanesimo socializzatore in grado di attivare le migliori risorse nascoste e mobilitare all’azione. Leggere per comprendere e infine agire socialmente come Imprese e come individui . Grande Stefano! In bocca al lupo.